this post was submitted on 13 Apr 2026
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Giornalismo e disordine informativo

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Comunità spin-off dell'istanza mastodon poliversity.it dedicata alla discussione su giornalismo, giornalisti, censura, whistleblowing, disinformazione e disordine informativo.

Valgono le regole della comunità feddit.it. La menzione di fakenews è consentita se e solo se contestualizzata e preceduta dall'hashtag #fakenews.

Nel dubbio su cosa sia disinformazione e fakenews, è possibile fare riferimento ai servizi antibufala e alle blacklist più note (Bufale.net, Butac.it, Davidpuente.it).

La moderazione di questa comunità, almeno nei primi tempi, sarà alquanto rigida per evitare che venga utilizzata al fine di generare disinformazione.

QUESTA COMUNITA' NON E' DEDICATA ALLA PUBBLICAZIONE DI QUALSIASI NOTIZIA, MA SOLO DI NOTIZIE LEGATE ALL'OGGETTO DELLA COMUNITA'!

La pubblicazione di notizie su argomenti specifici potrà avvenire nelle altre comunità:

Ricordiamo in particolare:

founded 3 years ago
MODERATORS
 

Italia: il giornalista non deve essere ritenuto responsabile per i commenti di terzi sui social media

In vista dell'udienza davanti alla Corte di Cassazione italiana nel caso di Fabio #Butera, giornalista ritenuto responsabile per i commenti fatti da altri su un post sulla sua pagina Facebook, ARTICLE 19 ribadisce la propria convinzione che il tribunale debba tutelare la libertà di espressione online. I tribunali di grado inferiore hanno ordinato a Butera di risarcire i danni per non aver rimosso i commenti di terzi, sostenendo che doveva esserne a conoscenza ma aveva scelto di non agire. Sostenere la decisione del tribunale di grado inferiore sarebbe profondamente preoccupante, poiché imporrebbe di fatto obblighi di moderazione dei contenuti agli utenti comuni, ponendo seri rischi al dibattito pubblico e incentivando l'autocensura. L'ARTICOLO 19 invita la Corte di Cassazione ad annullare la sentenza del tribunale di grado inferiore e a confermare che gli utenti non possono essere ritenuti responsabili per commenti di terzi.

https://www.article19.org/resources/italy-journalist-must-not-be-liable-for-third-party-social-media-comments/

@giornalismo

top 22 comments
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[–] andre123@snowfan.it 0 points 4 months ago (2 children)

@macfranc @giornalismo io sono sempre basito da queste sentenze : se io posto qualcosa son responsabile di quanto scrivo io. Ma se qualcuno mi risponde, o risponde al mio scritto (che è cosa in parte diversa) perché mai dovrei esser responsabile io di quanto scrive un'altra persona ? O forse vogliamo dire che certi temi van tenuti nell'ombra ? E peró così è censura, e non va bene per nulla ...

[–] GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org 0 points 4 months ago (1 children)

@andre123 @macfranc @giornalismo

Come se scrivessi su un muro e il responsabile fosse il proprietario del muro.

[–] andre123@snowfan.it 0 points 4 months ago (1 children)

@GustavinoBevilacqua @macfranc @giornalismo
O il muro stesso, che ti ha provocato standosene lì....

@andre123 @macfranc @giornalismo

E se scrivo "T'amo" sulla sabbia allora è colpa del demanio!

[–] mariosiniscalchi@mastodon.uno 0 points 4 months ago (2 children)

@andre123 @macfranc @giornalismo
Sei responsabile se di fronte a motivata richiesta non rimuovi il commento.
Sul tuo profilo sei come un piccolo editore.
Altrimenti metti commenti chiusi.
A me non pare sbagliato

[–] macfranc@poliversity.it 0 points 4 months ago (1 children)

@mariosiniscalchi no Attenzione però perché non c'era stata nessuna segnalazione nei confronti dei commenti. Come se fossero stati messi lì proprio come una bomba a innesco ritardato creata per colpire il giornalista

@andre123 @giornalismo

[–] andre123@snowfan.it 0 points 4 months ago (1 children)

@macfranc @mariosiniscalchi @giornalismo

Ecco questa è una precisazione importante, che peraltro rafforza la mia idea che render responsabile un giornalista dei commenti sotto a un suo articolo/post sia più uno strumento che limita la libertà che non qualcosa volto a mantenere un pò di civiltà in rete.

[–] macfranc@poliversity.it 0 points 4 months ago (1 children)

@andre123 interessante questo video in cui Charlotte Matteini spiega e commenta la vicenda

https://youtu.be/AfGgxrTYIXk
@mariosiniscalchi @giornalismo

[–] mariosiniscalchi@mastodon.uno 0 points 4 months ago (1 children)

@macfranc @andre123 @giornalismo interessante?
Insopportabile!
Una notizia da date in 15 sec. Che la tira a minuti x avere soldi da YT.

[–] macfranc@poliversity.it 0 points 3 months ago (1 children)

@mariosiniscalchi è un video. E poi Charlotte Matteini è così, ha quello stile 😅
È comunque interessante perché lei stessa si è trovata in situazioni del genere pensasse senza arrivare esiti giudiziari

Se hai necessità di precisione e stringatezza puoi sempre leggere @Vitalba e l'articolo che ha scritto su Domani

@andre123 @giornalismo

[–] mariosiniscalchi@mastodon.uno 0 points 3 months ago (2 children)

@macfranc @Vitalba @andre123 @giornalismo
Rimango della mia idea,
Se lasci commenti aperti devi leggerli e controllarli.
Se non vuoi problemi li chiudi.
Chi dovrebbe cancellare le offese sul tuo profilo?
Ci vuole presa di responsabilità e comportarsi di conseguenza

"E che Butera li conoscesse, dicono i giudici, si desumerebbe dal fatto che, successivamente al post originario, aveva pubblicato due interventi sulla sua bacheca Facebook."

[–] macfranc@poliversity.it 0 points 3 months ago* (last edited 3 months ago) (1 children)

@mariosiniscalchi la tua idea è sbagliata.

In base al tuo "ragionamento", se qualcuno scrivesse

"Onore a Salvini - Morte a tuttɜ lɜ comunistɜ!"*

sotto a un manifesto elettorale di Salvini, il segretario della Lega sarebbe responsabile!

* ok, non sembra un messaggio scritto in modo credibile, ma mi piaceva l'idea di qualcuno di sinistra che provasse a scrivere uno slogan fascista sotto un manifesto di Salvini, con l'unico obiettivo di denunciarlo😅

@Vitalba @andre123 @giornalismo

[–] mariosiniscalchi@mastodon.uno 0 points 3 months ago

@macfranc @Vitalba @andre123 @giornalismo
Sono mezzi diversi, con possibilità di controllo diversi.
Non facciamo caciara.
Se io sotto un mio posto leggo che tizio andrebbe ammazzato (ma anche meno) io cancello il post e banno chi lo ha scritto.
Col manifesto non mi è possibile.

[–] andre123@snowfan.it 0 points 3 months ago* (last edited 3 months ago) (2 children)

@mariosiniscalchi @macfranc @Vitalba @giornalismo ma, mi domando, durante un convegno aperto (non a numero chiuso, dietro invito ecc.) le mie parole suscitano in un paio di persone del pubblico reazioni scomposte, risposte offensive non solo per me. Io sto esponendo le mie idee normalmente, magari su temi delicati, ma non sto "colpendo" o provocando nessuno. La colpa é mia che dovevo fermarmi o delle persone che son diventate moleste/offensive ? Ovvero: quando la discussione é pubblica/aperta occorre porsi il problema di esimersi dal continuare ad esprimersi se qualcuno si comporta male ?

Io non trovo che se qualcuno inizia a dare in escadescenze occorre censurarsi (anche pro tempore). Magari tutti gli altri erano interessati ad ascoltare. Magari anche in dissenso, ma capaci di comportarsi con decenza ed esprimere il loro dissenso civilmente. Se no basta infilare un paio di provocatori/troll ed esprimersi liberamente diventa terribilmente complicato.

[–] mariosiniscalchi@mastodon.uno 0 points 3 months ago

@andre123 @macfranc @Vitalba @giornalismo
Stiamo parlando di cose diverse.
Il tuo profilo NON E' PUBBLICO.
Sei tu che decidi che lo sia.
A quel punto, siccome ne hai pieno controllo, ne hai piena responsabilità.
Nell'esempio da te fatto, della conferenza, tu non hai pieno controllo.
Non hai forze e mezzi per controllare la situazione, arrestare i facinorosi.
Sul social si.
E se sei edotto della ingiuria e non lo rimuovi, sei responsabile della tua inazione

[–] elettrona@poliversity.it 0 points 3 months ago (1 children)

@andre123 @giornalismo @mariosiniscalchi @macfranc @Vitalba Secondo me quelli che disturbano in modo pesante, vanno isolati con qualunque mezzo a disposizione. Attenzione: sto parlando di insulti, offese, mancanza di rispetto. Perché secondo me fischi, buuuuu, piedi che battono, tamburelli, barattoli di latta, campanacci o anche audio delle motoseghe, fanno parte del dissenso (già rutti e scoregge entrano nella zona grigia). Eventualmente se ci scappano uova o pomodori, là è abbastanza fuori limite (anche se, qualora parlasse Vannacci, glieli tirerei volentieri). Però il relatore, se è convinto della propria idea, dovrebbe comunque andare avanti con la discussione. Se no, diventa martire. Te la ricordi Roccella? La ministra "della famiglia". Era il salone del libro, o cosa. La fischiarono, le fecero i cori. Se ne andò, di sua sponte, e poi disse che le era stato impedito di parlare. Ma io dico: mona, se te si a prima che va via, cossa te te lamenti a far!!!
In reale non si può silenziare il rompiballe di turno. Ma ricordo in epoca covid, conferenza su ClubHouse, app audio chat che andava forte all'epoca. Gruppo di lettura. A un certo punto uno ha cominciato a fare discorsi novax/complottari e di estrema destra... Gli abbiamo spento il microfono da remoto (operazione che si può fare). Essendo cieco pure lui come la sottoscritta, io sapevo che clubhouse rispetto a zoom, non ti notificava a voce "ti è stato silenziato / attivato il mic". Quindi l'effetto è stato che il tipo è stato un quarto d'ora on line a parlare da solo, e visto che continuavamo a parlare tranquilli, magari si incazzava pure perché non lo badavamo. Il dissenso tutta la vita. Ma se invadi il campo e ci fai i tuoi bisogni in mano, ecco... Diventa un problema.

[–] andre123@snowfan.it 0 points 3 months ago

@elettrona @giornalismo @mariosiniscalchi @macfranc @Vitalba ecco questa la trovo una posizione equilibrata ! Meno facile è declinare questo equilibrio nelle varie situazioni. Ad esempio pur comprendendo che Internet è chiaramente molto diverso dalla scritta sotto il manifesto, che idea vogliamo, a prescindere dal contesto (ma è possibile prescindere ?) della libertà di espressione ?

[–] andre123@snowfan.it 0 points 4 months ago* (last edited 4 months ago)

@mariosiniscalchi @macfranc @giornalismo e qui mi trovo in dubbio. Nel momento in cui acquisisco visibilità (cioè non sono più io signor qualunque che non se lo fila nessuno) mi viene appioppata una responsabilità di controllo non solo su quanto scrivo, ma anche sulle reazioni che eventualmente provoca. Questa linea di pensiero mi convince poco, più che altro perché penso finirebbe col limitare la libertà di pensiero. Oltre a quel che penso e scrivo (e di cui naturalmente son responsabile ) devo farmi carico (io) di gestire le reazioni altrui occupandomi di cancellare , segnalare eventualmente ecc. E questo non per "buon senso" (se uno posta istruzioni per fare una bomba sotto a un mio post - e se le vedo - le cancello) , ma per dovere. A ma non sembra una grandissima idea. Un pó come chiedere ai fornitori di accesso alla rete di monitorare che non venga usata per guardar le partite a gratis...

[–] elettrona@poliversity.it 0 points 4 months ago (1 children)

@macfranc @giornalismo Sono pienamente d'accordo sul fatto che il giornalista, o comunque l'admin della pagina, non dovrebbe essere ritenuto responsabile della monnezza che gli altri commentano. Primo per una questione di dibattito che perde autenticità e rimuovere i commenti di propria iniziativa può reprimere il dissenso, e secondo perché un simile ragionamento, deresponsabilizza i commentatori "io posso scrivere quello che voglio, tanto poi se paga, paga Pantalone". Mi spiego? Invece se la figura da pirla ce l'hai fatta tu insultando, devi risponderne tu.
Dall'altro lato però, penso che qualcosa vada fatto. Uno non può venire a dare del pedofilo a chiunque, o a dire "morissero tutti" perché è libertà di espressione. Il dissenso non vuol dire che ti tiri giù le braghe e defechi sul piatto di chi non ti piace!

[–] macfranc@poliversity.it 0 points 4 months ago (1 children)

@elettrona ma poi non si capisce Per quale motivo, in assenza di qualsiasi segnalazione, dovrebbe pagare l'autore di un post sotto il quale ci sono commenti inadeguati e non il gestore della piattaforma

@giornalismo

[–] elettrona@poliversity.it 0 points 4 months ago (1 children)

@macfranc @giornalismo Già, le piattaforme dovrebbero pagare per aver consentito commenti inappropriati. Ma nel caso di una istanza fediverso, se tu ricevi insulti rivolti a un altro, potresti pure trovarti a pagare per qualcosa che tu potresti neanche aver visto. Hai idea del burnout?

[–] macfranc@poliversity.it 0 points 4 months ago

@elettrona @giornalismo non ho detto che il responsabile della piattaforma deve pagare a prescindere, Ma che deve farlo nel momento in cui riceve una segnalazione e non provvede