this post was submitted on 07 Jan 2026
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Che succede nel Fediverso?
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@damtux se sono attività locali il progetto citiverse.it (se esiste ancora) non sarebbe meglio? Ogni attività locale potrebbe crearsi un account e usare la comunità della propria città
sì, è una buona idea.....ma il mio dubbio riguarda la visibilità di quei post nel fediverso e l'interfaccia per interagire (comoda/scomoda/nuova? per chi è abituato solo ai social e non ai forum) @macfranc@poliversity.it
@damtux l'osservazione è corretta e infatti per noi, citiverse.it è prima di tutto un forum. Un Forum che viene almentato anche dal Fediverso (e che quinid dà più soddisfazione a chi è iscritto), ma che resta pur sempre un Forum.
Ma NodeBB è comunque uno strumento per metere a disposizione degli utenti social del Fediveso un eccellente supporto "gruppi", forse il migliore attualmente in circolazione!
Resta però un problema di interfaccia che non dipende da NodeBB, né dai "gruppi" Activitypub, ma proprio da come sono disegnati alcuni software. Per esempio:
@letterina
@letterina @damtux la pubblicità però è vietata su quasi tutte le istanze del Fediverso
@giotras la pubblicità non è vietata in sé, ma lo è la pubblicità commerciale.
Il problema è che non è giusto che un'attività commerciale sfrutti un'istanza messa su gratuitamente.
Ma bisognerebbe sicuramente riflettere su questa cosa per trovare una soluzione sostenibile e, soprattutto, non commerciale
@letterina @damtux
Sono d'accordo! @macfranc@poliversity.it Infatti non ho sottinteso che l'attività in questione debba sfruttare gratis i server! Penso che si potrebbe collegare l'account ad una "prova fisica" di donazione periodica (es ricevuta o altro modo).
@damtux @fediverso Sarebbe una bellissima idea se chi usa il fediverso per business desse qualcosa dei propri soldi al fediverso. Teoricamente sarebbe ottimo. Bisogna vedere come sono di fatturato le aziende in questione. Io ho provato a convincere Senso Naturale - https://sensonaturale.com/ - a entrare, loro hanno facebook instagram insomma i soliti. Ma poi non mi hanno fatto più sapere niente. E per convincerli ho tentato di dirgli che i social commerciali stanno nascondendo quelli che parlano di sostenibilità ambientale, il che succede quotidianamente. Ma non saprei suggerirgli quale piattaforma mettersi anche a loro
per questo penso che partire dal self-hosting forse non è la strada migliore. E' come partire già con un investimento importante senza sapere come funziona il tutto. Per questo secondo me bisogna parlarne e far in modo di creare comunque un punto di ingresso più facile tramite le istanze italofone già presenti.
@damtux Hai ragione su questo, io ti parlo da persona che minimo minimo bazzica su internet con diversi progetti in mano, da una ventina d'anni. Non ho mai avuto business da gestire. Ma proprio perché le istanze italiane non vogliono commerciali, secondo me è giusto fare un, come si chiama... fair use, no, non ricordo, WordPress per le aziende lo fa - 5 per cento dei ricavi eventualmente su wordpress. Ma al parrucchiere Truccoparrucco del centro di Bugliano che ha quattro vecchiette e due drag queen (stereotipo messo apposta), non lo puoi chiedere
certo, fair use. E sono d'accordo sul parrucchiere.
Scendo ancora sul pratico in modo da far capire di cosa stiamo parlando. Una pasticceria che conosco (in una piccola cittadina sotto i 10000 abitanti) spende quasi 1000€ al mese di social, solo per avere visibilità (non ha più di 200-300 followers su Insta)....fa circa 8-10 post al mese e spendendo così per produrre contenuti professionali e per pubblicizzarli probabilmente pensa sia sufficiente. Il posto è sempre molto frequentato in effetti ma non penso che i social siano stati così determinanti, visto che è un'attività storica avviata ancora dalla generazione precedente.
Alcuni ragionamenti:
@macfranc@poliversity.it @elettrona@poliversity.it
@damtux non è così facile: la differenza tra donazione periodica e canone è pericolosamente sottilissima alza il rischio di diventare di fatto un servizio a pagamento... 🙄
A me poi piace mantenere distinto ciò che è "no trade" (uso un concetto caro a @tio) da ciò che è anche solo vagamente commerciale... 😅
Comunque credo anch'io che bisogna trovare un modo per coinvolgere quanto prima nel Fediverso i servizi e le attività di prossimità. Non è solo questione di apertura al "commerciale", ma è un volano per aumentare l'impatto del Fediverso
@letterina @damtux
EHI... MA CERTO CHE ESISTE ANCORA! 😅