per questo penso che partire dal self-hosting forse non è la strada migliore. E' come partire già con un investimento importante senza sapere come funziona il tutto. Per questo secondo me bisogna parlarne e far in modo di creare comunque un punto di ingresso più facile tramite le istanze italofone già presenti.
Sono d'accordo! @macfranc@poliversity.it Infatti non ho sottinteso che l'attività in questione debba sfruttare gratis i server! Penso che si potrebbe collegare l'account ad una "prova fisica" di donazione periodica (es ricevuta o altro modo).
intendo in senso ampio, come spiegato nel mio post qui sotto: https://feddit.it/post/25494624/17619756
sì, è vero. Ma il problema è anche su quale piattaforma partire, dal momento che molti server italofoni proibiscono qualsiasi utilizzo commerciale! Per questo mi piacerebbe coinvolgere gli admin delle istanze italiane del fediverso!
grazie @macfranc@poliversity.it . Ma secondo te Citiverse può reggere ed essere funzionale se arrivassero ipoteticamente moltissime aziende, ognuna con la propria community?
Sì, intendo pagine aziendali tipo Facebook o Instagram (senza vendita diretta di prodotti/servizi). Pagine dove ci sono post, foto o video che raccontano cosa si fa e si produce e dove si comunicano in caso novità produttive o orari di apertura.
Non mi riferisco alle About us, perché per quel caso preferisco il vecchio caro sito web, magari con sezione Blog.
Anzi in realtà ho in mente una compenetrazione tra sito web e fediverso, stile plugin WP come vedo scritto qui sotto (grazie @macfranc@poliversity.it )
sì, è una buona idea.....ma il mio dubbio riguarda la visibilità di quei post nel fediverso e l'interfaccia per interagire (comoda/scomoda/nuova? per chi è abituato solo ai social e non ai forum) @macfranc@poliversity.it
secondo me dovrebbe essere considerato come stadio successivo del Fediverso: istituzioni e piccole attività con le proprie pagine nel Fediverso.
Per pagina intendo un profilo/account (Mastodon, Pixelfed, ecc) o anche una community del Threadiverse (Lemmy, Piefed, forum).
Spiego meglio ciò a cui penso.
Attività artigiane
Intendo anche in senso ampio e non necessariamente "artistiche"... ad es. panificatori, parrucchieri, meccanici, ecc...
Iniziare ad educare clienti e nuovi interessati a seguirci su altre piattaforme credo possa servire anche a diffondere il fediverso.
Utilizzo
Sto pensando alla semplice diffusione di conoscenza su determinati processi o la comunicazione di aggiornamenti su orari di apertura e novità.
In questo senso può essere intesa come alternativa anche agli "aggiornamenti e info" dalle attività su Maps e a canali, stati Whatsapp o altri mezzi "chiusi" di comunicazione.
https://mangrove.reviews/ L'ho provato circa 1 anno fa, lasciando 2 recensioni, e non mi è sembrato affatto male. L'esperienza è simile ad altri servizi di recensioni. Forse l'unica differenza è che non si poteva (ancora?) caricare foto o media dei luoghi recensiti.....e non si poteva selezionare la lingua del proprio commento. Era un po' grezzo sotto questo punto di vista ma funzionale.
certo, fair use. E sono d'accordo sul parrucchiere.
Scendo ancora sul pratico in modo da far capire di cosa stiamo parlando. Una pasticceria che conosco (in una piccola cittadina sotto i 10000 abitanti) spende quasi 1000€ al mese di social, solo per avere visibilità (non ha più di 200-300 followers su Insta)....fa circa 8-10 post al mese e spendendo così per produrre contenuti professionali e per pubblicizzarli probabilmente pensa sia sufficiente. Il posto è sempre molto frequentato in effetti ma non penso che i social siano stati così determinanti, visto che è un'attività storica avviata ancora dalla generazione precedente.
Alcuni ragionamenti:
@macfranc@poliversity.it @elettrona@poliversity.it