Voghera: le parole hanno un peso
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Studiare le parole e gli slogan, è una parte del mio lavoro per cui sono convinta che "non fatevi infinocchiare" in una campagna che si oppone a un candidato dichiaratamente omosessuale, sia un'offesa gratuita verso di lui anche se quel termine non c'entra con l'omofobia.
Qualcuno mi è però venuto a dire che "finocchio è come orbo, se tu che lo sei sdogani la parola orbo, allora anche finocchio".
Peccato che ORBO è una descrizione, l'altro è un giudizio.
Orbo viene dal latino orbus, orfano. Metafora di chi ha la vista solo da un occhio, anche se poi lo si usa anche per chi non ci vede da tutti e due. Da noi c'è pure l'espressione "orbo na recia, sordo un ocio" come dire "non ci vedo da un orecchio, non ci sento da un occhio".
L'altra invece arriva dal fatto che quella verdura fosse usata per mascherare i sapori quando non c'erano molte spezie. Una spezia che vale poco. Quindi per dire "un uomo che vale niente, un falso uomo"... C'è anche la versione violenta sui semi e i roghi ma non si capisce se sia leggenda. Fatto sta che apostrofare una persona con quella parola lì, non gli stai dicendo "attratto dagli uomini", ma "tu non vali niente".
In una campagna elettorale, usare quella parola su un avversario omosessuale è come se gli avversari di Meloni avessero messo la foto di un metro tagliato a metà, scrivendo "ci abbassiamo ad andare a putt..." prendendo di mira che Meloni è bassa, ed è una donna. Un'offesa gratuita che nulla c'entra con le idee politiche.
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