Storia

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Conoscere il passato per comprendere il presente

La comunità Lemmy dedicata a quanti amano la Storia in tutti suoi aspetti e declinazioni. Perché la storia non solo ci permette di capire meglio il presente, ma - in un'era di fake news - ci aiuta a orientarci tra tanti messaggi di manipolazione e propaganda. Lo scopo è discuterne, arricchire la conoscenza, fornire il contributo che ciascuno/a può e vuole liberamente dare. L’atteggiamento dovrà essere sempre rispettoso del pensiero altrui ed inclusivo.

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Immigrato italiano negli USA, da lavapiatti a milionario con 15 milioni di dollari in 6 mesi. Prometteva il 50% di interessi ... Quando crollò tutto nel 1920, lasciò un buco di 7 milioni di dollari e migliaia di vittime.

Morì a Rio nel 1949 con soli 75$ in tasca.

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1814: la Groenlandia diventa ufficialmente danese Mentre gli inuit cominciavano a delineare socialmente e culturalmente quella che oggi conosciamo come Groenlandia, nei Paesi nordici erano in atto altri movimenti politici: dalla metà del XIV secolo Danimarca e Norvegia costituivano un unico regno. La prima fungeva da centro amministrativo; la seconda era subordinata alla Danimarca ma con proprie leggi e una propria cultura.

In questo contesto un missionario danese di nome Hans Egede organizzò una spedizione per ristabilire i legami con la Groenlandia e avviare una ricolonizzazione che, naturalmente, comportava la conversione degli inuit al cristianesimo. Il processo, positivo per l’Europa, ebbe un forte impatto sull’identità della popolazione che, nonostante tutto, è riuscita a conservare fino a oggi molte tradizioni sciamaniche e animiste.

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RE: https://mastodon.uno/@dannyplayes/115898439055753331

Anche se sembrano dettagli raccontano molto di quello che abbiamo combinato in giro per il mondo come civiltà umana.

@storia

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Olimpiadi del Messico 1968, la clamorosa protesta

Durante le Olimpiadi di Città del Messico nel 1968, gli atleti statunitensi Tommie Smith e John Carlos sollevarono il pugno guantato di nero sul podio della finale dei 200 metri. Un gesto, affiancato dall'australiano Peter Norman che indossava una spilla per i diritti civili, che denunciava la disuguaglianza razziale negli Stati Uniti, inserendosi nel contesto del nascente Black Power, radicalizzazione del movimento per i diritti civili ed umani. Accolto con una reazione feroce da parte delle autorità olimpiche, che portò all'espulsione e all'ostracismo degli atleti, oggi è riconosciuto come un atto di coraggio morale, trovando continuità in movimenti moderni e venendo celebrato a livello internazionale con statue, murales e riferimenti culturali

fattiperlastoria.it/olimpiadi-…

@storia

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Caterina II fu una sovrana illuminata, ma non troppo, e molto bellicosa

https://app.snaphistory.io/articles/public/6f003d163e49ebfa18f29fd55c28f632/1?from_archive=1

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RADIOGRAFIA DELLA RESISTENZA

di Alfredo Facchini

La Resistenza palestinese affonda le radici un secolo fa. Negli anni ’20 si registrano le prime rivolte contro l’immigrazione ebraica favorita dagli inglesi. Poi la Grande Rivolta Araba del 1936-39: scioperi, lotta armata, sabotaggi. Repressa nel sangue, con la complicità delle milizie sioniste.

Nel 1948 la Nakba: 750 mila palestinesi cacciati, villaggi rasi al suolo. Da allora la lotta cambia bersaglio: non più Londra, ma Tel Aviv. I profughi diventano l’esercito silenzioso di un popolo in esilio.

Negli anni ’50 e ’60 nascono i fedayn, combattenti senza patria, e l’OLP, che porta la causa palestinese sulla scena internazionale. Nel 1967, dopo la disfatta araba e l’occupazione totale, la Resistenza prende la forma di lotta armata organizzata.

Nel 1987 scoppia la Prima Intifada: pietre contro i carri armati, barricate improvvisate, comitati popolari. È qui che nasce Hamas, figlio della disperazione e dei Fratelli Musulmani. Nel 2000 la Seconda Intifada segna il ritorno delle armi, l’ascesa di Hamas e la fine delle illusioni di Oslo.

Parlare ossessivamente solo di Hamas occulta che la Resistenza palestinese in realtà è ampia, articolata, e interclassista:
• Fazioni marxiste (FPLP, DFLP),
• Islamisti non legati ad Hamas (PIJ).
• Nazionalisti laici (Fatah in Cisgiordania).
• Giovani delle nuove intifade, spesso non affiliati a partiti.

Questa diversità smentisce l’idea che la Resistenza sia solo “fondamentalismo islamico”. Quindi si preferisce ignorare tutto il resto per ridurre il conflitto a un presunto scontro religioso.

Parlare di “Israele contro Hamas” consente di rimuovere dalla scena la storia del 1948, la Nakba, i profughi, le colonie in Cisgiordania, il blocco di Gaza, le migliaia di detenuti senza processo. È una depoliticizzazione voluta: non si parla di un popolo colonizzato e privato della libertà, ma di terroristi che “odiano Israele”.

Israele ha sempre preferito Hamas come nemico pubblico, perché:
• Legittima le proprie operazioni militari (“stiamo combattendo il terrorismo islamico”).
• Divide il fronte palestinese (Hamas vs Fatah).
• Consente di evitare ogni prospettiva negoziale seria.

Israele stesso ha tollerato indirettamente (non finanziato) l’ascesa di Hamas negli anni ’80 per indebolire Fatah e la sinistra (questione già approfondita nella prima parte)

Prendiamo il 7 ottobre 2023: non hanno operato solo i miliziani di Hamas. L’attacco in territorio israeliano è stato pianificato e condotto da più gruppi armati palestinesi, anche se Hamas ha avuto un ruolo centrale. Il comando generale era sotto le Brigate al-Qassam, ma l’azione è stata congiunta, frutto di un coordinamento tra diverse fazioni della Resistenza attive a Gaza.

Ecco i gruppi coinvolti:
Brigate al-Qassam (ala militare di Hamas)
• Hanno gestito le incursioni a Zikim, Sderot, Re’im, Be’eri, Netiv HaAsara, ecc.
• Uso massiccio di droni, bulldozer, paramotori, motociclette, razzi.

Brigate Al-Quds (ala militare della Jihad Islamica Palestinese - PIJ).
• Hanno partecipato ad attacchi nei kibbutz e nelle basi militari israeliane.
• Molti video diffusi mostrano unità al-Quds con le proprie insegne e armamenti operare congiuntamente a quelle di Hamas.

FPLP - Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina
• I loro uomini sono entrati in alcune comunità nel sud di Israele.
• Presenti soprattutto in ruoli di supporto e azione secondaria.
• In un comunicato ufficiale scrivono: “Partecipiamo all’operazione e la rivendichiamo come risposta storica all’occupazione e all’assedio”.

Comitati di Resistenza Popolare (PRC) – Brigate Salah al-Din
• Piccolo ma ben armato gruppo con radici salafite e nazionaliste.

Agenzie come Al Jazeera, Middle East Eye, The Intercept e Mondoweiss hanno confermato la presenza simultanea di almeno 4 formazioni palestinesi nei combattimenti del 7 ottobre.

Report israeliani interni all’IDF (trapelati da Haaretz e Yedioth Ahronoth) riconoscono la “sorprendente coordinazione tra milizie distinte”, con alcune che non avevano mai combattuto prima oltre il confine.

- segue

di #AlfredoFacchini
#israele #palestina #resistenz apalestinese #Hamas

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Oggi, 3 gennaio, Michael Schumacher compie 57 anni

Nato a Hürth (Germania, 9 km a sud-ovest di Colonia) il 3 gennaio 1969, è considerato uno dei migliori piloti di tutti i tempi in Formula 1.
Ha vinto 7 titoli mondiali (primo tedesco a laurearsi campione del mondo di Formula 1), i primi due con la Benetton (1994 e 1995) e successivamente cinque consecutivi con la Ferrari (2000, 2001, 2002, 2003 e 2004).

Ritiratosi una prima volta alla fine del 2006, tornò a correre nella stagione 2010, 41enne, con la Mercedes, per lasciare definitivamente alla fine del 2012.

Il 29 dicembre 2013 rimase gravemente ferito in un incidente su una pista da sci a Méribel, a seguito del quale trascorse diversi mesi in coma farmacologico. Attualmente, la famiglia mantiene un assoluto riserbo sulle sue condizioni di salute.

@formula1

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Sfogliabile online e scaricabile in pdf il numero 6 (ultimo del 2025) del Notiziario Storico dell'Arma dei Carabinieri

Lo trovi qui
is.gd/cIOlu1

In questo numero

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Un monumento che ha raccontato fino ad ora già ben tre storie differenti a seconda di chi lo possedeva

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Sherlock Holmes è esistito veramente? La storia di Joseph Bell, il chirurgo che ispirò Arthur Conan Doyle nella creazione del celebre detective

Nato a Edimburgo nel 1837, Joseph Bell fu un medico molto stimato nel suo tempo nei campi dell’anatomia e della chirurgia. Apparteneva a una prestigiosa famiglia di chirurghi della capitale scozzese e riuscì a conquistarsi il rispetto della professione presso la Royal Infirmary e il Royal Hospital for Sick Children di Edimburgo.

storicang.it/a/e-esistito-sher…

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Salieri, e quelle malelingue che lo accusano di aver voluto la morte di Mozart

Una nuova serie di Sky Atlantic riporta in auge la storia del presunto conflitto tra Mozart e Antonio Salieri. Ma è vera?

Wolfgang Amadeus Mozart rimane una delle personalità più celebri della storia della musica. Durante la sua breve vita, ha creato oltre 800 composizioni, assicurandosi un posto tra i più grandi esponenti della musica classica.

La serie di Sky Atlantic Amadeus, con Will Sharpe nel ruolo di Mozart, ritrae il suo periodo di maggior successo a Vienna e il presunto conflitto con il compositore Antonio Salieri.

Ma Amadeus non rappresenta un fatto storico. Sebbene la serie si concentri su un presunto conflitto tra Mozart e Salieri, le sue origini affondano più nella tradizione teatrale che in una biografia autentica.

La serie trae ispirazione dalla produzione teatrale di Peter Shaffer del 1979, intitolata Amadeus, a sua volta ispirata alla breve pièce teatrale di Alexander Pushkin del 1830 "Mozart e Salieri". L'opera di Pushkin reinterpretava l'ipotesi che Salieri avesse ucciso Mozart come punizione estrema.

La serie adotta apertamente questo approccio teatrale, con Salieri interpretato da Paul Bettany che si lamenta: "Lui [Mozart] aveva scritto un capolavoro, e io non ero altro che uno spettatore".

Esiste tuttavia una certa accuratezza storica. La serie descrive il periodo viennese di Mozart, quando ottenne un notevole successo e sposò Constanze Weber (interpretata da Gabrielle Creevy). Mozart e Salieri si impegnarono effettivamente in una competizione musicale, sebbene questa sembrasse molto più collegiale che ostile.

Nessuna prova credibile supporta l'affermazione che Salieri abbia ucciso Mozart. Mozart morì a Vienna il 5 dicembre 1791, a soli 35 anni. La sua morte prematura generò una notevole mitologia, tra cui la speculazione che Salieri lo avesse ucciso per vendetta.

Questa teoria probabilmente prese piede perché Mozart avrebbe sospettato un avvelenamento durante i suoi ultimi giorni, il che diede origine ad accuse contro Salieri. Queste voci persistettero per anni, rafforzate dall'opera teatrale di Aleksandr Pushkin del 1830.

Mozart dimostrò un talento eccezionale fin da piccolo. A tre anni eseguiva brani per tastiera; a cinque anni, si recò a Vienna per suonare per l'imperatrice del Sacro Romano Impero Maria Teresa. Questa performance di successo portò a una lunga tournée in cui il giovane Mozart impressionò il pubblico di tutta Europa.

Al suo ritorno, ricevette la carica onoraria di Konzertmeister nell'orchestra di corte di Salisburgo dell'arcivescovo Colloredo, ottenendo infine un impiego retribuito. Tuttavia, nacquero delle tensioni; sia lui che suo padre non erano d'accordo con l'arcivescovo Colloredo, che ritenevano preferisse i musicisti italiani e limitasse l'espressione artistica.

Alla ricerca di migliori prospettive, Mozart viaggiò molto durante la prima età adulta. La sua decisione decisiva arrivò nel 1781, quando si trasferì a Vienna, dando inizio al suo periodo di maggiore successo, come mostrato in Amadeus.

Sebbene meno famoso di Mozart oggi, Antonio Salieri ebbe un enorme successo come compositore italiano durante la sua epoca. Tra le sue opere operistiche figurano Armida, Les Danaïdes e Europa Riconosciuta.

Come educatore e suddito asburgico, ricevette l'incarico di direttore d'opera italiano dalla corte asburgica, dove rimase in carica dal 1774 al 1792, affermandosi come la principale figura dell'opera italiana a Vienna.

La sua reputazione si estese oltre Vienna; si esibì in tutta Europa e compose per i teatri d'opera di Venezia, Roma e Parigi.

Anche quando la sua carriera artistica declinò, Salieri rimase un insegnante molto stimato. Tra i suoi allievi figurava Franz Schubert.

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Gaudí concepì l’interno come un bosco di colonne che si ramificano come alberi, adottò strutture ispirate alla natura capaci di sostenere le imponenti torri come se fossero sospese e studiò un sistema di distribuzione della luce che inonda l’edificio, conferendo agli spazi interni un’atmosfera unica

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Padre Brebeuf si era convinto che per ottenere conversioni tra gli Uroni era fondamentale entrare in sintonia con loro dal punto di vista linguistico e culturale.

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Oggi, 21 dicembre, 100 anni fa, a Mosca la presentazione al teatro Bol'šoj del film "La corazzata Potëmkin"

Il 27 giugno 1905, a bordo della corazzata Potëmkin, si verificò un ammutinamento dell'equipaggio, causato dal rifiuto di mangiare carne piena di vermi servita a bordo.
Quando l'ufficiale di guardia tentò di fucilare i marinai ribelli, l'intera nave si sollevò.
A capo degli insorti si mise il sottufficiale torpediniere Afanasij Matjušenko, che sperava che la flotta russa si unisse alla rivolta.
La corazzata issò la bandiera rossa e si diresse verso Odessa, dove si unì a uno sciopero generale.
La mattina del 30 giugno, due squadriglie navali giunte al porto ordinarono ai ribelli di arrendersi, ma l'esercito zarista si rifiutò di sparare, permettendo alla Potëmkin di salpare verso il mare aperto.
Dopo giorni di fuga, l'equipaggio dovette deporre le armi al porto di Costanza.
Matjušenko riuscì a nascondersi in Romania, ma al suo ritorno in Russia nel 1907 fu scoperto e giustiziato per impiccagione.

Il film La corazzata Potëmkin, diretto da Sergej Michajlovič Ėjzenštejn nel 1925, narra la vicenda dell'ammutinamento.
Il film, ambientato a giugno del 1905, è considerato una delle più note e influenti opere della storia del cinema.
Presentato il 21 dicembre 1925 al teatro Bol'šoj di Mosca, la prima proiezione aperta al pubblico avvenne il 21 gennaio 1926.
Il film è suddiviso in cinque atti: "Uomini e vermi", "Dramma sul ponte", "Il morto chiama", "La scalinata di Odessa" e "Una contro tutte".
La celebre scena della scalinata di Odessa, sebbene non corrispondente alla realtà storica (il massacro avvenne di notte in vie secondarie), è diventata un simbolo del cinema.
Il film fu diffuso a livello internazionale nonostante le ritrosie governative, grazie all'intervento del poeta Vladimir Mayakovskij.
Nel 1958 una giuria internazionale lo considerò "il miglior film di tutti i tempi", e nel 1998 il critico Roger Ebert lo definì "una delle pietre miliari della storia del cinema".

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https://app.snaphistory.io/articles/public/a7ad803d339baec472f9ff1ca08bd273/1

Come dimostrato dallo storico inglese Christopher Andrew nel suo saggio The Secret World, la Grecia fu tra le prime civiltà a riconoscere l'importanza strategica dell'intelligence in guerra e in politica.

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Spartaco finì nel ludus di Lentulo Batiato, un lanista o addestratore di gladiatori che lo utilizzò per intrattenere il popolo di Capua con sanguinosi combattimenti nell'anfiteatro. Lì lo schiavo strinse amicizia con i suoi compagni Enomao e Crixo, insieme ai quali fu protagonista di una rivolta nel 73 a.C.

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Casimiro vedeva nella comunità ebraica una importante risorsa piuttosto che una minaccia, gli ebrei erano nel tardo medioevo molto attivi nel commercio e nell'artigianato e contribuirono alla prosperità economica della Polonia

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Ho pubblicato questo dossier completo qualche tempo fa su FB.

Crimini fascisti in Jugoslavia 1941-43
Introduzione 1 Le terre contese
Introduzione 2 1941 l'invasione
Occupazione 1 Facce diverse al potere
Occupazione 2 Ordini militari a civili
Occupazione 3
Occupazione 4
Occupazione 5 Esecuzioni dall'Isonzo al Montenegro
Occupazione 6
Internamento 1 i Lager italiani
Internamento 2 Vita (e morte) da internati
Slovenia 1 la travagliata strada verso la libertà
Slovenia 2 Le bande reazionarie
Slovenia 3
Slovenia 4 Le rappresaglie
Slovenia 5 L'offensiva nell'estate del '42
Slovenia 6 Dall'ottobre 1943 tutto il litorale Adriatico, compreso il Friuli, fu sopposto al comando tedesco
Slovenia 7 Le atrocità di chi sta per essere travolto dal potere popolare

Fonti principali

Link to page 1
https://www.facebook.com/1547479021/posts/10231470753902487/

Link to page 2
https://www.facebook.com/1547479021/posts/10231475352417447/

Link to page 3
https://www.facebook.com/1547479021/posts/10231481207443819/

Link page 4
https://www.facebook.com/1547479021/posts/10231491086610792/

Link page 5
https://www.facebook.com/share/p/16XmVYfG4q/

Non so se sono autorizzata a pubblicarlo direttamente qui, quindi intanto chi fosse interessato può vederlo su fb.

#criminifascisti #Jugoslavia #1941-43

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Nessuno può vivere con 80 grammi di pane al giorno e una ciotola di zuppa tenuta nei bidoni utilizzati per la benzina. E nessuno accetterebbe di lavarsi in acqua stagnante e infetta pullulante di pidocchi. Nessuno. Eppure il generale Gastone Gambara non era d'accordo.
“Campo di concentramento non vuol dire campo di ingrassamento. E un prigioniero malato è un prigioniero controllabile”, diceva.
Fu lui a supervisionare la creazione e la gestione dei campi di concentramento per gli slavi che combattevano l'occupazione italiana tra il 1940 e il 1943.
E il campo di Rab, Arbe in italiano, era il peggiore di tutti, situato su un'isola dell'Adriatico, oggi rinomata località turistica. Al suo interno, oltre ai partigiani jugoslavi, vi erano centinaia di bambini, donne e anziani, con il campo che arrivò a ospitare tra le 7500 e le 15000 persone.
“Li vuole ammazzare tutti (gli sloveni della regione di Lubiana). Mi permetto osservare che sono un milione. Non importa, risponde deciso: bisogna fare come gli ascari e sterminarli tutti”. Queste le parole di una conversazione tra Galeazzo Ciano e Aldo Vidussoni, segretario del PNF.
Da qui le incursioni, i villaggi bruciati, le esecuzioni sommarie.
E i campi. Stipati in tende, i prigionieri erano esposti a tutte le intemperie. Nel settembre 1942 un'inondazione travolge la zona femminile. Il giorno successivo affiorano uno dopo l'altro i corpi delle donne e i corpicini dei bambini. Sono soprattutto loro a soffrire delle infezioni e delle malattie che colpiscono il campo, nel quale moriranno circa 1500 persone, tra cui un centinaio di bambini sotto i 10 anni. Molti altri moriranno in seguito al trasferimento in altri campi.
Nessuno pagò per gli orrori avvenuti ad Arbe. Gambara morì nel suo letto, senza subire mai processi per quanto avvenuto nei Balcani. Anzi, venne reintegrato nell'esercito nel 1952. E la memoria delle violenze italiane nell'ex Jugoslavia è sparita così, senza troppi problemi, insieme alle nostre responsabilità nel conflitto più brutale della storia umana.

Cronache Ribelli

Di fatti, uomini e politiche criminali del fascismo, ne parliamo nel nostro libro "Ventennio di sangue"

https://bit.ly/3u6e56V

#criminifascisti
#arbe #rab #jugolavia #campidiconcentramento

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Dante colloca nell’Antinferno gli angeli che non si schierarono né con Dio né con Lucifero. Costretti a seguire un’insegna che procede rapidissima, tormentati da vespe e mosconi, gli ignavi danteschi mai fur vivi e la loro scelta di comportarsi come pesci in barile è giudicata riprovevole dallo stesso Virgilio

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La Guerra delle Falkland/Malvinas fu un conflitto breve ma intenso, con radici in una lunga disputa territoriale e cause scatenanti legate alla politica interna argentina. Sebbene la vittoria militare britannica abbia riaffermato la sovranità del Regno Unito sulle isole, non ha risolto la questione di fondo. Il conflitto ha lasciato un’eredità complessa, ridisegnando il panorama politico in Argentina, rafforzando un’era di governo conservatore nel Regno Unito e lasciando una ferita aperta nelle relazioni tra i due paesi

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Oggi, 12 dicembre, nel 1969, la strage di Piazza Fontana a Milano

La strage di Piazza Fontana è un attentato terroristico perpetrato il 12 dicembre 1969 alle ore 16:37 presso la sede milanese della Banca Nazionale dell'Agricoltura, situata in piazza Fontana. La detonazione di un dispositivo esplosivo contenente 7 chilogrammi di tritolo provocò 17 vittime e 88 feriti, costituendo l'evento inaugurale della strategia della tensione in Italia.

L'attentato si inseriva in una sequenza coordinata di cinque ordigni esplosivi posizionati a Milano e Roma nel medesimo pomeriggio. Nella capitale, le esplosioni presso l'Altare della Patria in piazza Venezia e presso la Banca Nazionale del Lavoro causarono 16 feriti. A Milano, un secondo ordigno fu rinvenuto inesploso in piazza della Scala.

Le investigazioni si orientarono inizialmente verso la cosiddetta "pista anarchica", determinando l'arresto di Pietro Valpreda e Giuseppe Pinelli. Il primo fu indicato come colui che materialmente aveva posto la bomba nell'atrio della banca, mentre il secondo decedette il 15 dicembre in seguito a una caduta dalla finestra della questura di Milano.
Al pari di altre stragi nel decennio successivo, quella di piazza Fontana dovette subire attività di depistaggio che portarono a svelare connivenze tra componenti deviate dell'apparato statale e formazioni eversive.

Nel 2005, la Corte di Cassazione ha accertato la responsabilità del gruppo neofascista del Triveneto Ordine Nuovo, sotto la direzione di Franco Freda e Giovanni Ventura. Tuttavia, entrambi non hanno potuto essere sottoposti a procedimento penale in virtù del principio giuridico del ne bis in idem.
L'ex militante di Ordine Nuovo Carlo Digilio, divenuto collaboratore di giustizia, ha confermato il coinvolgimento dell'organizzazione nell'attentato.

Per approfondire:
raiplaysound.it/playlist/12dic…

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Il primo doge ad avere carica biennale dopo gli eventi del 1528, originario del nobile casato dei Lazzari, aveva ottenuto l’appoggio del principe Andrea Doria. Quest’ultimo aveva scorto in lui una qualità rara, quella dell’assenza d’ambizione per il potere nella sua forma più pura.

https://www.storiachepassione.it/accadde-oggi-10-dicembre-2/

!genova@citiverse.it

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