@lorenzodm @lealternative [continua]
Dipendenza (uso smodato) delle tecnologie? 1998-2009: avevo solo un pc desktop. Niente smartphone o portatili. Già i primissimi 2000 iniziavo a interessarmi alle alternative, linux e simili, che poi ho dovuto abbandonare per mancanza di driver sul braille, altra storia lunga. Ma l'abuso è nato dagli abusi: nei canali IRC informatici dire "sono donna non vedente" significava riempirsi le chat private -query, si chiamavano- di molestie sessuali come minimo, e nel migliore dei casi era trovarsi gente che diceva "fingi di essere donna e disabile per attirare l'attenzione".
Non aveva ancora un nome (cyberbullismo), beato l'ingenuo che pensa la cosa riguardi solo i social moderni. Vorrei tanto precisare che i genitori dei cyberbulli attuali, all'epoca bullizzavano me, coi loro figlioletti piccoli in braccio. Non li ho visti in persona, ma è matematica (le querce non fanno limoni, altra cit.)
Allora senza avere un nome come chiamarlo, e senza un network per difendersi? Come ci si difendeva?
"tu non puoi essere una donna cieca. Sei un troll". Perfetto. Al diavolo, mi creo un profilo da uomo. E mi comporto come tale (linguaggio scurrile compreso) tanto non era necessaria la foto. UNA PACCHIA! I cyberbulli di prima, diventavano alleati. Amici. Risultato? Mi sono così "rilassata" che ho perso la cognizione della realtà. Facevo lo stesso la mia vita, uscivo, lavoravo, ma ogni volta la sensazione era terribile quando non stavo dentro a quel profilo. Col corpo ero presente, facevo anche il possibile per partecipare alla vita vera, ma la testa si comportava come... Come quando ti scappa una super mega pisciata e il bagno è a un'ora di macchina. Spero di aver reso l'idea.
E questi politici pretendono di vietare i social, tutta questa faccenda, senza mai rendere obbligatoria l'educazione digitale. Quella non esiste.