this post was submitted on 29 Mar 2026
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Le Alternative

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founded 4 years ago
MODERATORS
 

I Social sono una parte fondamentale della nostra vita? Cosa ci insegnano tutte le multe alle big tech e le controversie degli ultimi giorni? Io mi sono chiesto tutte queste cose ed ho deciso di fare detox da tutti i social.

Vi racconto la mia esperienza senza filtri:

https://youtu.be/T2EUHE-X/_e4

#mastodon #linux #opensource

@lealternative

top 8 comments
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[–] elettrona@poliversity.it 0 points 6 months ago (1 children)

@lorenzodm @lealternative [continua]

Dipendenza (uso smodato) delle tecnologie? 1998-2009: avevo solo un pc desktop. Niente smartphone o portatili. Già i primissimi 2000 iniziavo a interessarmi alle alternative, linux e simili, che poi ho dovuto abbandonare per mancanza di driver sul braille, altra storia lunga. Ma l'abuso è nato dagli abusi: nei canali IRC informatici dire "sono donna non vedente" significava riempirsi le chat private -query, si chiamavano- di molestie sessuali come minimo, e nel migliore dei casi era trovarsi gente che diceva "fingi di essere donna e disabile per attirare l'attenzione".
Non aveva ancora un nome (cyberbullismo), beato l'ingenuo che pensa la cosa riguardi solo i social moderni. Vorrei tanto precisare che i genitori dei cyberbulli attuali, all'epoca bullizzavano me, coi loro figlioletti piccoli in braccio. Non li ho visti in persona, ma è matematica (le querce non fanno limoni, altra cit.)
Allora senza avere un nome come chiamarlo, e senza un network per difendersi? Come ci si difendeva?
"tu non puoi essere una donna cieca. Sei un troll". Perfetto. Al diavolo, mi creo un profilo da uomo. E mi comporto come tale (linguaggio scurrile compreso) tanto non era necessaria la foto. UNA PACCHIA! I cyberbulli di prima, diventavano alleati. Amici. Risultato? Mi sono così "rilassata" che ho perso la cognizione della realtà. Facevo lo stesso la mia vita, uscivo, lavoravo, ma ogni volta la sensazione era terribile quando non stavo dentro a quel profilo. Col corpo ero presente, facevo anche il possibile per partecipare alla vita vera, ma la testa si comportava come... Come quando ti scappa una super mega pisciata e il bagno è a un'ora di macchina. Spero di aver reso l'idea.

E questi politici pretendono di vietare i social, tutta questa faccenda, senza mai rendere obbligatoria l'educazione digitale. Quella non esiste.

[–] lorenzodm@mastodon.uno 0 points 6 months ago* (last edited 6 months ago) (1 children)

@elettrona @lealternative il tuo racconto è davvero toccante, e ti ringrazio infinitamente per averlo condiviso con me. Sono da sempre un estimatore della digitalizzazione, ma sono anche un sostenitore dell'idea che debba partire da piccolissimi e su piattaforme che possano essere esplorate davvero (open e libere). In Italia il problema è diffuso e non c'è la voglia di cambiare direzione (ne parlavo ieri nella live con Italo Vignoli). Purtroppo così è insostenibile (continua)

[–] lorenzodm@mastodon.uno 0 points 6 months ago (1 children)

@elettrona @lealternative bisogna cambiare forma mentis e paradigma, e per farlo, necessitiamo di parlare alle masse, con la lingua delle masse. Anche per questo, il mio messaggio l'ho messo su YouTube. Se vuoi raggiungere le persone, devi essere presente dove le persone ci sono, solo così potrai fargli capire l'importanza dell'informatica e della cultura digitale. Anche l'educare a comportamenti idonei (ricorderai di certo la netiquette) diventa un dovere, purtroppo dimenticato (continua)

[–] lorenzodm@mastodon.uno 0 points 6 months ago (1 children)

@elettrona @lealternative l'inclusione, l'educazione, il saper vivere con tutti, sono temi al centro della nostra società, non solo delle piattaforme informatiche. E ti confesso, sono tematiche a me care. Ho studiato questi fenomeni, per tesi ho creato un software per la dislessia (ora distribuito online e sui repository ufficio zero) e sono attivo con i miei video su queste tematiche che ritengo fondamentali. Insieme, collaborando, credo si possa fare la differenza (continua)

[–] lorenzodm@mastodon.uno 0 points 6 months ago (1 children)

@elettrona @lealternative separati, divisi, disuniti, possiamo solo essere isolati e resi inermi.

Uniti, con senso civico ed educazione, possiamo cambiare le cose. Io almeno ci credo, ed è per questo che spero che le cose possano migliorare.

Per la tua situazione personale, non sono ferrato sui software a tua disposizione, ma spero che si siano evoluti per darti una mano. L'accessibilità è un campo in continua evoluzione e molto importante in ambito tech, e chiunque sviluppi dovrebbe tenervici

[–] lorenzodm@mastodon.uno 0 points 6 months ago (1 children)

@elettrona @lealternative chiudo questa infinita sequela di messaggi dicendoti che mi hai molto toccato con il tuo racconto e se vorrai, in futuro, possiamo organizzarci per darti uno spazio sul mio canale per affrontare questi temi se vorrai. Ti ringrazio ancora, a presto!

[–] elettrona@poliversity.it 0 points 6 months ago (1 children)

@lorenzodm @lealternative Volentieri ne possiamo parlare, su youtube o dove ti pare - io non ho assolutamente problemi a metterci la faccia. Tante mostrano il culo, io ho la faccia da culo, devo vergognarmene? Anche no.

Seriamente, guarda, a proposito di bullismo informatico, io ricordo altri episodi i primi 2000. C'era questo tizio su Irc, si firmava Alex piano play, o play piano neanche ricordo. Né ricordo quanti trattini o underscore aveva, se ne aveva.
Questo veniva a rompere le palle su un canale di computer che seguivo nei server Azzurra, io cercavo di difendere l'open source e lui Windows, era l'epoca in cui si parlava di Palladium, trusted computing, roba del genere. Ci si insultava a manetta. Mai però sul personale; gli insulti erano sempre nel merito del discorso informatico anche quando ci si diceva "servo" "tirchia" "morta di fame" ecc...
Ci si cercava ogni sera per dircele. Io a volte col profilo vero, a volte con quello finto; avevo ancora l'altro nick "talksina" che ancora mio malgrado perdura su Gmail, nick che ho tenuto vivo fino a un anno fa. Pseudonimo che avevo nel blog personale fino al 2019 circa.
Quando ho finito di usare IRC, ho smesso con Linux, ecc, non ho più ricordato questo Alex play piano, anche se all'epoca dirsi parole pareva quasi una valvola di sfogo scarica-frustrazioni, pur non conoscendo nulla di personale su noi stessi. Insomma a marzo 2019 scrivo un articolo sul blog, in merito all'inaccessibilità delle pay tv, mi scrive questo Alessandro sulla contact form, dicendomi che se volevo poteva provare a trovare insieme una soluzione... Che poi è stata, per un bel periodo, lui e suo marito che mi spiegavano le scene delle serie tv su zoom.
Soluzione rudimentale ma era l'unica che avevamo.
Alla fine però sentendoci in vocale, ho scoperto che la tv non era il motivo del contatto; era perché aveva visto un video dove io e il mio ex parlavamo della nostra relazione, video ancora disponibile su youtube fra l'altro. Alessandro voleva consigli dal punto di vista di una HIV negativa, ma non voleva scrivermi tipo "ciao, ho l'HIV, posso chiederti qualcosa, ti ho vista in rete col tuo ragazzo"... Nel 2019 ci eravamo appena mollati, per di più.
Insomma io e Alessandro siamo diventati amici. E collaboratori, ormai da 7 anni.
Lui, in una particolare occasione legata al nostro progetto, mi ha fatto una domanda a bruciapelo: "ma talksina? Sei talksina ovunque in rete?"
Gli ho spiegato che quel nick ce l'avevo dal 2003 o prima e che non mi appartiene più...
Alessandro batte le mani sul tavolo: sei stata con quel nick su IRC per caso? Su azzurra? Sui giochi testuali, sull'informatica?
Io: sì... perché?
E lui: mi vergogno un po', ma sono Alex piano play.

Io mai più che andavo a collegare. Alessandro suona il pianoforte, ma dopodiché? Quando però me l'ha detto, ho collegato i pezzi: non mi insultava sul personale col bodyshaming come di solito fanno gli uomini, perché evidentemente, da gay, viveva la discriminazione peggio della mia.

[–] lorenzodm@mastodon.uno 0 points 6 months ago

@elettrona @lealternative guarda, dopo Pasqua se vuoi possiamo registrare un video sulla tossicità dei social e sul cyberbullismo. Grazie per i tuoi racconti, non è scontato che si condividano