Andreesp

joined 2 years ago
 

La leggendaria band hardcore punk rock Circle Jerks sarà di ritorno in Italia il 14 giugno 2026 per un’unica data a Roma, all’Invincible Fest, che si terrà nel verde dell’Eur Social Park. Insieme a loro i Sottopressione, di ritorno sui palchi nel 2026, in un concerto che celebrerà due band cult del punk globale.

I Circle Jerks, leggendaria band hardcore punk rock,sono stati nel nostro Paese l’ultima volta nel 2024 ospiti sul palco del Final Tour dei NOFX a Milano e ancora prima nel 2022 sulla spiaggia del festival punk rock Bay Fest.

Nati nel 1979 dal sottobosco punk della South Bay di Los Angeles, prendono forma a “The Church” di Hermosa Beach, storico e famigerato punto di ritrovo della scena locale che ha visto muovere i primi passi di band fondamentali come Black Flag, Descendents, Redd Kross e The Last.

Keith Morris, già voce e figura chiave dei leggendari Black Flag, si unisce all’ex chitarrista dei Redd Kross, Greg Hetson, per fondare una band destinata a lasciare un segno indelebile nella storia dell’hardcore punk rock, imponendosi, così, come veri e propri pionieri di un movimento.

Nel 1980 rilasciano il loro album di debutto “Group Sex”: quattordici canzoni racchiuse in 16 minuti, che diventeranno una pietra miliare dell’hardcore punk californiano.

Nel corso dei decenni pubblicano sei album in studio, tra cui gli acclamati Wild in the Streets (1982), Golden Shower of Hits (1983), Wonderful (1985) e VI (1987), attraversando cambi di formazione ed etichetta ma mantenendo sempre intatta la propria urgenza sonora.

L’eredità dei Circle Jerks ha influenzato un numero impressionante di artisti e scene, dai Butthole Surfers ai Red Hot Chili Peppers, arrivando ben oltre i confini del punk. Tra i loro estimatori si annoverano figure iconiche come gli skater di Dogtown, Chuck Berry, Alice Cooper, Elton John, Johnny Depp, Guns N’ Roses e persino Philip K. Dick.

Ancora oggi restano una forza inarrestabile dell’hardcore punk, la cui energia e attitudine continuano a ispirare musicisti e ribelli di ogni generazione, confermando il loro posto nella storia come veri pionieri del movimento.

 

I Teenage Bottlerocket sono pronti a tornare sul palco a Roma martedì 26 maggio al Traffic Live. Rimanendo fedeli all’essenziale spingono ancora più forte sui valori punk: niente effetti speciali, solo energia, melodia e caos.

Il loro ultimo album, uscito lo scorso settembre, Ready to Roll celebra tutto ciò che ha tenuto vivi i TBR per oltre vent’anni. «Volevamo solo scrivere canzoni divertenti da suonare», spiega la band. «Niente di troppo ragionato o distrazioni - solo punk rock nel modo che ci è sempre sembrato giusto». Questo spirito percorre ogni traccia dell’album, registrato con l’amico e produttore Andrew Berlin e masterizzato da Jason Livermore. Ci sono l’urgenza e i ritornelli tipici dei Teenage Bottlerocket, insieme a qualche sorpresa che ricorda quanto possano ancora stupire. Il primo singolo, She’s the Shit, è una canzone d’amore veloce e sfacciata ispirata alla moglie del frontman Ray Carlisle, Rachel. «Mi da sempre fastidio, e la amo per questo», ride. «Racconta di ascoltare musica a tutto volume in macchina, stuzzicarsi a vicenda ed essere completamente se stessi con chi ti capisce». È un pezzo che ti fa alzare il volume, sorridere e ricordare perché il punk rock spacca.

Con Ready to Roll, i Teenage Bottlerocket non inseguono le mode né perdono tempo: puntano dritti su ciò che sanno fare meglio. È veloce, rumoroso e irresistibile. E dimostra che il punk è più vivo che mai, soprattutto quando lo suona una band che non ha mai dimenticato perché ha iniziato.

1
submitted 1 month ago* (last edited 1 month ago) by Andreesp@diggita.com to c/musica@feddit.it
 

Le leggende tedesche del post-punk Pink Turns Blue tornano in tour per presentare il nuovo album "Black Swan", si esibiranno sul palco del Traffic Live di via Prenestina a Roma venerdì 8 maggio.

Dal loro debutto con "If Two Worlds Kiss" alla loro ultima uscita, "Black Swan", i Pink Turns Blue sono rimasti una forza vitale nella comunità post-punk internazionale, plasmando e rimodellando il genere nel corso dei decenni. Sin dalla loro formazione nel 1985, il trio berlinese ha costruito un sound inconfondibile: elegante nel suo minimalismo, emozionante nella sua interpretazione e senza tempo.

"Black Swan", il dodicesimo album in studio della band, è, per dirla con le parole della band, una riflessione inquieta su "eventi inaspettati che fanno deragliare ciò che davamo per scontato", che si trrasformano in inni malinconici intrisi di linee di chitarra scintillanti, bassi propulsivi e voci cariche di pathos. Non si tratta di canzoni nostalgiche ma di una resa dei conti, brani immediati che riecheggiano l'urgenza emotiva che ha definito i loro primi lavori e continua a definirli ancora oggi.

Special guest in apertura saranno i This Eternal Decay, band romana ormai punta di diamante della scena internazionale darkwave.

1
submitted 2 months ago* (last edited 2 months ago) by Andreesp@diggita.com to c/musica@feddit.it
 

Domenica 12 aprile i The Cribs tornano a Roma dopo 12 anni con il loro mix di garage e indie rock, il sound made in UK che ha definito la musica alternative contemporanea.

Originari dello Yorkshire, i tre fratelli Ryan, Gary e Ross Jarman hanno iniziato a suonare insieme giovanissimi, debuttando a una festa di famiglia alla fine degli anni '80: i gemelli Ryan e Gary avevano appena nove anni, mentre Ross ne aveva cinque.

La band si forma nel 2001 e, dopo l'uscita dei primi singoli (Another Number, What About Me e You Were Always the One) nel 2004 arriva l'album di debutto "The Cribs", seguito a ruota da "The New Fellas" l'anno seguente. Sono anni particolarmente prolifici e fortunati, perché al successo dei primi due lavori fa subito seguito, nel 2007, "Men’s Needs, Women’s Needs, Whatever".

Nel 2009 Johnny Marr, storico chitarrista degli Smiths, si unisce al sodalizio e nello stesso anno esce il quarto album, "Ignore the Ignorant". Nel 2011 tornano alla formazione originaria e continuano instancabili con una produzione molto prolifica fino ad oggi, con l'uscita quest'anno del nono album, "Selling a Vibe", che mette insieme canzoni che parlano dell'innocenza perduta e di amare esperienze con un equilibrio perfetto e incisivo.

Con un sound che unisce le influenze britanniche più iconiche (dai Beatles ai Sex Pistols, fino agli Smiths) all’indie rock americano di Beat Happening e Bobby Conn, i The Cribs sono a giusta ragione una delle band più rappresentative della scena alternativa inglese.

1
submitted 8 months ago* (last edited 8 months ago) by Andreesp@diggita.com to c/spettacoli@diggita.com
 

I God Is An Astronaut tornano a Roma, il 16 ottobre al Largo Venue, accompagnati dalla violoncellista e compositrice Jo Quail.

Una dozzina di album all'attivo, alfieri di un post-rock capace di trasportarci con poche note attraverso l'universo, i God Is An Astronaut hanno conquistato pubblico e critica con le performance estive e si preparano per continuare sulla stessa falsariga anche in autunno.

Il trio irlandese, infatti, torna a calcare i palchi per presentare il nuovo album, Embers, un disco che fonde post-rock e prog in un viaggio emozionale dedicato al padre scomparso dei fratelli Kinsella. Embers collega il passato con il futuro aggiungendo strumenti tradizionali dell’Est Asiatico, amplificatori Anni ’60 e pedali vintage a una musica come sempre evocativa e carica di emozioni. Un percorso attraverso generi, individualità, comunità e sperimentazione che solo i God Is An Astronaut sanno narrare.

In apertura ci sarà il set di Jo Quail, compositrice e violoncellista virtuosa la cui musica si integra alla perfezione con le atmosfere sognanti della serata, un mix carico di contrasti e sempre in bilico tra avanguardia e suoni più classici, intimismo e intensità. Non ha caso durante l'estate ha lasciato il segno in contesti come Hellfest e Royal Festival Hall, ammaliando anche artisti come MONO, My Dying Bride ed Emma Ruth Rundle.

 

Dopo oltre tredici anni di carriera, centinaia di concerti in tutto il mondo e una discografia che ha saputo ridefinirsi continuamente, la band post-punk canadese torna in tour a Roma il 7 ottobre per presentare l'ultimo lavoro, un disco profondo e intenso.

Fin dagli esordi, i Preoccupations (originariamente Viet Cong) hanno rappresentato in qualche misura quella che sembra essere l'anima più pura e intransigente del revival post-punk, caratterizzata da sonorità ansiogene e disperate mescolate a melodie che accendono però una luce di speranza, per quanto tenue, in una sorta di gioco tra ombre e luci.

Insomma, Preoccupations sembra essere un vero e proprio manifesto oltra al nome della band e anche il titolo del nuovo lavoro, Ill at Ease, traducibile più o meno come "a disagio", è tutto un programma. Si tratta del risultato di migliaia di ore passate a esplorare nuove direzioni sonore e affrontare vecchie e nuove inquietudini. L’album attinge a generi mai toccati prima dal gruppo, restando però fedele alla tensione emotiva che ha sempre caratterizzato il loro percorso.

Dal punto delle tematiche toccate, Ill at Ease è una riflessione cruda sull’ansia, l’isolamento, la perdita e il senso di precarietà che accompagna la nostra epoca. Brani che alternano visioni apocalittiche e introspezione, fantascienza e realtà, rabbia e rassegnazione, costruiscono paesaggi sonori che riflettono il disagio esistenziale del presente.

«Dopo 13 anni, è un privilegio poter ancora creare e condividere nuova musica», dichiarano i Preoccupations. «Il terreno sotto di noi sembra ancora solido, ma non possiamo scrollarci di dosso la sensazione che non lo sarà per molto. E per questo saremo per sempre Ill at Ease».

 

Doppio concerto da non perdere il 30 luglio per tutti i fan del rock alternativo: l'Eur Social Park di Roma ospiterà i Melvins, una delle band più importanti e seminali del genere. A impreziosire e rendere ancora più speciale la serata sarà la presenza dei Redd Kross, per un live all’insegna dell’energia pura.

Oltre 40 anni di carriera per una discografia che ha rimodellato, se non abbattuto, i confini tra punk, metal e grunge in una formula unica e sapientemente coniata, i Melvins, pur tra cambi di lineup, non hanno perso un briciolo della loro carica e della creatività inesauribile.

Dopo il grande successo del tour 2023, Buzz Osborne (King Buzzo se preferite) e compagni sono pronti a far tremare Roma con la loro musica, mostrando ancora una volta perché sono considerati un punto di riferimento assoluto nel panorama internazionale.

Tremendamente influenti ed estremamente prolifici, stiamo parlando di una band in grado di influenzare gruppi come Tool e Nirvana e non c'è da stupirsi del fatto che il loro ritorno in Italia fissi un appuntamento a cui non mancare per gli amanti delle sonorità potenti e fuori dagli schemi.

Tra classici intramontabili e novità più recenti, il palco dell’Eur Social Park si prepara a diventare il terreno di un concerto che si prospetta intenso ed emozionante, nel segno di una band che ha già lasciato nella storia un'impronta indelebile ma che vuole ancora marchiare a fuoco i palchi di tutto il mondo.

 

Il duo indie-rock scozzese, in composto da Aidan Moffat e Malcolm Middleton, con trent’anni di attività sulle spalle, torna in Italia dopo l’uscita di I'm Totally Fine with It Don't Give a Fuck Anymore, uscito lo scorso 10 maggio. Tre le date italiane del tour: 23 luglio a Galzignano Terme all'Anfiteatro del Venda, il 24 luglio al Monk di Roma e il 25 luglio al Giardino Scotto di Pisa.

Con l'ultimo album gli Arab Strap non sembrano affatto preoccuparsi di rimanere fedeli all’identità sonora che, seppur evolvendo di volta in volta, li ha resi unici e distinguibili nel tempo. Già Bliss e Allatoncenes, i singoli che avevano preceduto il lancio dell'ottava fatica in studio, sono due brani profondamente diversi tra loro che fungono da fiera testimonianza del loro focus sul futuro, sul cambiamento e sull’evoluzione.

I'm Totally Fine with It Don't Give a Fuck Anymore è un disco carico di tracce potenti e incisive, sia nella natura upbeat di alcuni dei momenti musicali più propulsivi, sia nel morso dei testi di Moffat. "Rispetto al nostro album precedente, c'è più rabbia e aggressività nelle parole", dice. "Non è apertamente politico ma è di sicuro un disco un po' arrabbiato con il mondo".

Il titolo (letteralmente traducibile come "per me va benissimo, non me ne frega più un...") potrebbe dare l'idea di una band che si stia arrendendo a qualcosa, in realtà fa riferimento a un messaggio del batterista live della band che Moffat ha trovato molto divertente e finisce per riflettere l'inaugurazione di un nuovo periodo di libertà creativa per gli Arab Strap.

 

Sono passati 9 dalla doppietta che i Gorilla Biscuits infilarono nell'estate 2016, due apparizioni a Roma e Milano che non avevano certo deluso le attese. Era ora di rifarlo.

Eroi dell’hardcore newyorkese, i Gorilla Biscuits fanno irruzione nella scena straight edge nei tardi Anni ’80, affermandosi rapidamente come un punto di riferimento per i decenni a venire.

Reazionari e intenzionati ad abbattere le regole militanti e limitanti che circondavano molte band hardcore a favore di più decisione e presenza concreta, i Gorilla Biscuits stravolgono la scena con performance martellanti e una schiettezza incorruttibile che li rendono assolutamente indelebili dalla storia del movimento.

Il tutto rilasciando un solo album e un EP in tutta la loro carriera.

A nove anni dall’ultima parentesi italiana, i Gorilla Biscuits tornano a spazzarci via per due serate al limite del collasso, di cui un’unica al Largo Venue di Roma, supportata dai Feldspar. Mancate a vostro rischio e pericolo.

1
submitted 1 year ago* (last edited 1 year ago) by Andreesp@diggita.com to c/musica@feddit.it
 

Dopo il sold-out ottenuto la scorsa settimana a Roma, così come a Milano e a Bologna, i Karate bissano l'appuntamento con i fan in un nuovo concerto al Monk.

Forte del nuovo album “Make It Fit“, il loro primo di inediti pubblicato negli ultimi vent'anni, la band di Boston è tornata sui palchi italiani per un tour di 5 date, che sono poi diventate 8 dopo il tutto esaurito registrato con grande anticipo per le prime esibizioni a Roma, Milano e Bologna.

Formati a Boston nel 1993 da Geoff Farina, Eamonn Vitt e Gavin McCarthy, ai Karate si è aggiunto Jeff Goddard al basso nel 1995. La band ha pubblicato sei album, due EP, numerosi singoli e split tra il 1994 e il 2005. A partire dalle radici punk, il gruppo ha compiuto ampie esplorazioni, virando su jazz-rock, post-rock e una versione unica dello slowcore di sperimentazione progressive indie.

Dopo lo scioglimento del 2005, la band si è riunita nel 2022, contestualmente alla ri-pubblicazione della loro musica da parte di Numero Group, in un set composto da 5 dischi dal titolo 𝘛𝘪𝘮𝘦 𝘌𝘹𝘱𝘪𝘳𝘦𝘥. Nel 2023 è stata ripubblicata l'intera discografia in studio.

Questo nuovo interesse per i Karate è nato da un articolo pubblicato nel 2020 dal 𝘊𝘩𝘪𝘤𝘢𝘨𝘰 𝘙𝘦𝘢𝘥𝘦𝘳 che notava come i vinili rari dei Karate stessero raggiungendo prezzi altissimi. I fan di lunga data di Numero Group hanno aiutato quindi la band a diffondere nuovamente la sua musica, anche inviando un van nel Nord dell'Inghilterra per recuperare i master.

Nel 2024 è uscito il nuovo album, un disco in cui il virtuosismo e l'energia del trio sono ancora vibranti. I Karate non hanno colto l'occasione solo per riportare l'attenzione sulla loro storia, la band ha ancora molto di nuovo da dire.